ROMA, 12 Dicembre – La Capitale si è fermata oggi per lo Sciopero Generale di 24 ore indetto dalla CGIL, ma il grande corteo che ha attraversato le strade, partito da Piazza Vittorio e diretto simbolicamente verso la Torre dei Conti, ha trasformato la protesta contro la Legge di Bilancio in un grido commosso e potente per la sicurezza sul lavoro. Diego Piccoli, Segretario generale di Fillea Cgil Roma e Lazio, soddisfatto dichiara:“Siamo e saremo in piazza contro una legge finanziaria che non dà risposte su salari, pensioni e sicurezza sul lavoro. Abbiamo scelto un luogo simbolico per non abbassare la guardia, e non indietreggiare di un passo su questo. Sicuri di tornare a casa per noi non è solo uno slogan per la nostra campagna, ma la base e il prerequisito per qualunque rapporto. Il governo toglie a che già ha poco, il sindacato lotta per un paese più giusto.”

La partecipazione è stata importante e sentita. Lungo Via dei Fori Imperiali, il corteo pacifico e colorato dei manifestanti ha trovato il suo culmine emotivo: sul palco, assieme ai segretari di Fillea e CGIL Diego Piccoli, Natale Di Cola e Antonio Di Franco, c’era Gaetano La Manna, l’operaio sopravvissuto al tragico crollo della Torre dei Conti a Roma.
Il Simbolo della Lotta: Gaetano La Manna
La presenza di Gaetano La Manna deve interrogare la politica e il mondo del lavoro sulla necessità della sicurezza, prima di ogni altra cosa. La sua figura non rappresenta solo un miracolo scampato, ma l’incarnazione di una battaglia quotidiana che non può e non deve conoscere tregua: quella contro le morti e gli infortuni sul lavoro. Oggi una persona sopravvissuta, nel suo composto silenzio, ha urlato la richiesta di giustizia per chi ogni giorni rischia la vita semplicemente facendo il suo dovere, lavorando. Il sindacato ha voluto che fosse lui, Gaetano, a ricordare non solo il suo dramma personale, ma anche quello di Octay Stroici e di tutte le vittime sul lavoro, i cui nomi sono incisi, invisibili, sulle impalcature e nei cantieri di tutta Italia. Alcuene croci biance sotto il palco, assieme alle sagome silenziose e coperte da un sudario come installazione per non dimenticare..
Dalla Sanità alla Scuola: Tutti in Piazza
La mobilitazione non ha riguardato solo i temi del lavoro e della sicurezza, ma ha toccato trasversalmente il tessuto sociale ed economico del Paese in protesta contro le misure contenute nella Legge di Bilancio. I settori dei trasporti hanno risentito in maniera significativa dello sciopero. I lavoratori Cotral hanno incrociato le braccia, rendendo possibili disagi, ritardi o cancellazioni sulle corse dei bus regionali e sulle ferrovie Roma Nord e Metromare, pur nel rispetto delle fasce di garanzia (dall’inizio del servizio fino alle 8:30 e dalle 17:00 alle 20:00). Coinvolto anche il personale di Trenitalia e del Gruppo FS. Dalla mezzanotte di ieri, giovedì 11 dicembre, fino alle 21:00 di oggi, i convogli regionali, Intercity e Alta Velocità hanno subito ritardi o cancellazioni. I servizi essenziali sono stati garantiti nelle fasce 6:00-9:00 e 18:00-21:00.

Scuola, Sanità e Vigili del Fuoco:
Braccia incrociate anche per il personale scolastico, dai nidi alle università, lasciando a rischio le lezioni. Le strutture sanitarie hanno garantito i servizi essenziali e salvavita (pronto soccorso, cure urgenti e terapia intensiva), mentre le prestazioni fissate nelle strutture pubbliche sono state garantite solo dal personale non aderente. Un segnale forte è arrivato dai Vigili del Fuoco, che hanno scioperato per quattro ore, dalle 9:00 alle 13:00, assieme al personale amministrativo e giornaliero per l’intera giornata. A rischio anche i servizi non erogati da Comune e municipi, sebbene siano stati assicurati i servizi essenziali previsti per legge, come l’assistenza domiciliare urgente e la raccolta dei rifiuti. Lo sciopero di oggi, dunque, non è stato solo un atto di dissenso economico. È stato un potente richiamo al valore e alla dignità della vita umana sul posto di lavoro, un messaggio risuonato forte tra le vestigia della Roma antica e reso indelebile dalla testimonianza di chi, come Gaetano La Manna, è tornato indietro dal baratro.



