Aumentano le malattie professionali tra gli operai edili

Malattie professionali e operaicidio: Fillea Roma e Lazio indica la strada per rendere più sicuro il lavoro

Marco Liotino

Negli ultimi anni si registra un aumento significativo delle malattie professionali tra gli operai del settore edilizio soprattutto per quelli che lavorano negli appalti idrici, un fenomeno che riguarda tutta Italia ma che appare particolarmente rilevante anche nel territorio romano e nel Lazio. I dati più recenti indicano che il comparto delle costruzioni resta tra quelli più esposti ai rischi per la salute dei lavoratori rispetto agli altri settori.

Secondo i dati diffusi dall’INAIL, negli ultimi anni le denunce di malattie professionali sono cresciute sia a livello nazionale sia regionale. Nel 2025 in Italia sono state registrate circa 98.463 denunce, con un aumento dell’11,3% rispetto all’anno precedente. Nel Lazio il fenomeno appare particolarmente significativo: le denunce sono passate da 4.924 nel 2023 a 5.944 nel 2024, con un aumento superiore al 20%. La provincia di Roma concentra la quota maggiore dei casi. Secondo analisi della FILLEA CGIL di Roma e del Lazio basate sui dati INAIL, le denunce nella capitale sono cresciute da circa 1.200 nel 2020 a oltre 2.200 nel 2025, evidenziando un grande aumento negli ultimi anni.

Gli operai impiegati negli appalti idrici e che quindi lavorano principalmente per aziende appaltatrici o subappaltatrici che operano per conto dei gestori del servizio idrico sono tra i più colpiti. Le patologie più comuni sono legate soprattutto allo sforzo fisico e alle condizioni di lavoro nei cantieri.

Le principali sono:

            •          Disturbi muscolo-scheletrici (circa il 77% dei casi), come discopatie e lesioni alla spalla o al ginocchio.

            •          Malattie del sistema nervoso, spesso collegate a movimenti ripetitivi o vibrazioni di macchinari.

            •          Problemi all’udito, dovuti all’esposizione prolungata al rumore.

            •          Malattie della pelle, in crescita per il contatto con nuovi materiali da costruzione.  

Molte di queste patologie non si manifestano immediatamente ma si sviluppano nel tempo, proprio perché derivano da esposizioni prolungate. Le cause dell’aumento secondo gli esperti sono molteplici, alla base della crescita delle malattie professionali nel settore edilizio ci sono:

  •        Età pensionabile (legge Fornero)
  •       Sforzi fisici intensi e ripetitivi nei cantieri.
  •       Esposizione a polveri, rumori e sostanze chimiche.
  •       Invecchiamento della forza lavoro nel settore.
  •       Maggiore attenzione e diagnosi più precise, che portano a denunciare più casi rispetto al passato. 

Di fronte all’aumento delle malattie professionali tra gli operai edili, è sempre FIllea Roma e Laizo ad  avanzare diverse proposte per migliorare la prevenzione nei cantieri, tutelare la salute dei lavoratori e ridurre i rischi legati al lavoro nelle costruzioni:

  1. Abbassamento età pensionabile a 60 anni.
  2. Rafforzare gli organi ispettivi, come l’Ispettorato del lavoro, aumentando personale e risorse per contrastare irregolarità e violazioni delle norme sulla sicurezza.
  3. Investire nella formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro.

Attraverso le scuole edili e gli enti bilaterali del settore, il sindacato sostiene la necessità di corsi di aggiornamento su:

            •          rischi ergonomici e fisici,

            •          esposizione a sostanze pericolose,

            •          uso corretto dei dispositivi di protezione

Le conclusioni sono semplici e, si spera, anche di prossima e reale applicazione: è solo attraverso misure concrete, come quelle sopra elencate, che sarà possibile ridurre in modo significativo le malattie professionali nel settore edilizio e garantire condizioni di lavoro più sicure per gli operai.

altri articoli