Oltre 3mila persone a Testaccio per il Costruire Festival

La Fillea di Roma e Lazio festeggia 70 anni con una piazza che sceglie cultura, diritti e partecipazione

Redazione

Una piazza piena, viva, partecipe. Oltre 3mila visitatori in due giorni, decine di ospiti, dibattiti sempre affollati, libri, fumetti, teatro, musica e una comunità che ha scelto di fermarsi ad ascoltare, confrontarsi e discutere di lavoro, sicurezza e diritti. Si chiude con un bilancio più che positivo la prima edizione del Costruire Festival, la manifestazione con cui la Fillea Cgil Roma e Lazio ha celebrato i suoi settant’anni di storia trasformando piazza Testaccio in uno dei luoghi più interessanti dell’estate romana.

Per due giorni il quartiere è diventato il punto di incontro tra istituzioni, sindacato, associazioni, artisti, lavoratori e cittadini, dimostrando che è possibile parlare di edilizia, sicurezza sul lavoro, rigenerazione urbana, diritto alla casa e diritti civili attraverso il linguaggio della cultura e della partecipazione.

Sul palco si sono alternati protagonisti della vita politica, sindacale e culturale della città e del Paese: il sindaco Roberto Gualtieri, il segretario generale della Fillea Cgil nazionale Antonio Di Franco, il segretario generale della Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola, Luciana Castellina, il sociologo Marco Omizzolo, il magistrato Bruno Giordano, il deputato Arturo Scotto, la deputata Chiara Gribaudo, la deputata Ouidad Bakkali, insieme agli autori Lodovica Clavarino, Luca Scornaienchi, che hanno presentato i volumi Costruire dignità e Cemento rosso, pubblicati da Round Robin Editrice. A dare ancora più forza al messaggio del festival anche le testimonianze dei familiari delle vittime sul lavoro, che hanno ricordato come la sicurezza continui a rappresentare una battaglia irrinunciabile.

Particolarmente partecipati gli incontri dedicati alla rigenerazione urbana, alle periferie, al diritto all’abitare, alla transizione ecologica, ai salari e all’inclusione. Le tavole rotonde hanno visto confrontarsi sindacato, istituzioni e numerose realtà associative del territorio, gettando le basi per un percorso comune che la Fillea intende proseguire anche dopo il festival, nella convinzione che problemi complessi come casa, sicurezza, periferie e qualità del lavoro possano essere affrontati solo costruendo alleanze e condividendo competenze. Grande attenzione anche agli spazi dedicati alla cultura e alle famiglie. Molto visitata la mostra dell’artista Manuel Terriaca, ispirata a Le città invisibili di Italo Calvino, così come lo spazio bambini, che per tutta la durata della manifestazione ha accolto decine di famiglie, confermando la volontà di rendere il festival un luogo realmente aperto e inclusivo.

A chiudere la manifestazione è stato il concerto di Dargen D’Amico, accolto da una piazza gremita. L’artista non ha regalato soltanto musica, ma ha trasformato il palco in uno spazio di riflessione, utilizzando il microfono per lanciare messaggi contro ogni forma di razzismo e discriminazione e per richiamare l’attenzione sul valore del lavoro, della sicurezza, dell’accoglienza e della dignità delle persone. Un intervento in piena sintonia con lo spirito del Costruire Festival, che ha fatto della cultura uno strumento di partecipazione e consapevolezza civile.

Per la Fillea Cgil Roma e Lazio, il festival rappresenta molto più di una celebrazione. È la scelta di raccontare i settant’anni di battaglie degli operai edili di Roma e del Lazio non guardando soltanto al passato, ma costruendo nuovi spazi di confronto per il futuro.

«Sono stati due giorni pieni, intensi e bellissimi di dialogo, confronto, proposta e prospettive. Un momento di condivisione e di lotta per diritti e sicurezza. La cultura è un collante perfetto e torneremo con il Costruire Festival ancora con libri, fumetti, musica e teatro, consapevoli di voler contribuire alla crescita culturale e politica di Roma e del Lazio», commenta il segretario generale della Fillea Cgil Roma e Lazio, Diego Piccoli.

Il successo della manifestazione lascia già intravedere un futuro per il Costruire Festival. La sensazione, condivisa da organizzatori e partecipanti, è che la Capitale abbia accolto con entusiasmo una formula capace di unire politica sindacale, cultura, spettacolo e impegno civile. Perché parlare di lavoro non significa soltanto discutere di contratti e cantieri, ma costruire una comunità più consapevole, più inclusiva e più giusta. E la risposta di piazza Testaccio, con oltre tremila presenze in due giorni, racconta che questa strada è già stata imboccata.

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