Il diritto alla giustizia non può dipendere dalle possibilità economiche di una famiglia. È questa una delle richieste più urgenti che accompagnano gli Stati generali sulla salute e sicurezza sul lavoro, al via oggi, 20 ottobre, alla Camera dei deputati. Tre giornate di confronto, fino al 22 ottobre, promosse dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, presieduta da Chiara Gribaudo. Un appuntamento che riunisce istituzioni, organismi di vigilanza, parti sociali ed esperti, dando spazio alle testimonianze dei familiari delle vittime.
Nella settimana europea della salute e sicurezza sul lavoro, le parole di Lidia Orastella, madre di Giuseppe Aversa, una delle cinque vittime della strage ferroviaria di Brandizzo, riportano al centro del confronto le persone e il peso che ricade su chi resta. Alla perdita di un figlio, di un compagno o di un genitore si aggiungono procedimenti complessi, attese e spese da sostenere per ottenere verità e accertare le responsabilità.

In sala è presente anche Fillea Cgil Roma e Lazio. Una partecipazione che si inserisce nell’impegno del sindacato delle costruzioni per la prevenzione nei cantieri, nelle fabbriche e nelle cave e per l’accompagnamento dei lavoratori e dei familiari delle vittime. La richiesta è chiara: si approvi la legge sul gratuito patrocinio per i familiari delle vittime del lavoro, indipendentemente dal reddito. Nel documento dedicato alla salute e sicurezza, la Fillea indica questa misura tra le priorità: lo Stato deve farsi carico delle spese necessarie alla ricerca di giustizia, evitando che le famiglie siano lasciate sole davanti a contenziosi lunghi e a controparti economicamente più forti. La tutela dopo un infortunio deve però accompagnarsi alla capacità di impedirne altri. Per questo la piattaforma della categoria collega l’accesso alla giustizia a una riforma degli strumenti di prevenzione e controllo. A partire dall’istituzione di una Procura nazionale del lavoro, articolata anche a livello distrettuale, con competenze specialistiche, risorse adeguate e maggiore coordinamento nelle indagini. L’obiettivo è ridurre la frammentazione delle risposte giudiziarie e affrontare con tempestività procedimenti spesso particolarmente complessi.
Un altro nodo riguarda l’organizzazione del lavoro. La Fillea chiede di cancellare il subappalto a cascata, limitando il ricorso al subappalto alle lavorazioni specialistiche e contrastando i meccanismi che comprimono, a ogni passaggio, risorse e tutele. A questo si affiancano l’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e una regolamentazione più stringente dei distacchi di personale. La qualificazione delle imprese è parte decisiva di questa battaglia. Nel documento, il sindacato giudica insufficiente la patente a crediti e ne propone il superamento attraverso un sistema che verifichi concretamente competenze, capacità organizzativa e rispetto delle regole. Chiede inoltre controlli efficaci e una formazione reale, verificabile, legata alle attività svolte e comprensibile anche ai lavoratori che incontrano difficoltà linguistiche.

Particolare attenzione è dedicata ai preposti: per la Fillea devono disporre di formazione, corretto inquadramento, strumenti e tutele per esercitare il proprio ruolo, senza diventare il punto sul quale scaricare le responsabilità dell’organizzazione aziendale. La piattaforma affronta anche i rischi del cambiamento climatico e dell’amianto. Servono una legge nazionale organica per proteggere chi lavora dalle temperature estreme, tempi di esecuzione delle opere compatibili con le necessarie sospensioni e una programmazione delle bonifiche sostenuta da mappature e risorse. A coordinare la prevenzione, secondo la proposta sindacale, dovrebbe contribuire un’Autorità indipendente per la sicurezza sul lavoro, capace di mettere in relazione competenze e banche dati degli enti coinvolti. Il confronto alla Camera si misura dunque con richieste concrete. Per Fillea, la sicurezza deve entrare nelle scelte produttive, nei contratti, nei controlli e nell’organizzazione quotidiana del lavoro. E quando la prevenzione fallisce, alle famiglie devono essere garantiti sostegno e accesso effettivo alla giustizia. Approvare l’estensione del gratuito patrocinio significa dare una prima risposta a questa responsabilità pubblica.


