Fillea Roma e Lazio, verso una piattaforma politica per i territori

Redazione

Continua il percorso avviato il 3 luglio dalla Fillea Cgil Roma e Lazio con Costruire Festival, l’iniziativa promossa in occasione dei settant’anni della categoria. Anche a ridosso della pausa estiva, il sindacato degli edili lavora all’elaborazione di un piano politico che condurrà all’autunno e nel quale declinare concretamente alcune priorità: lavoro e sicurezza, migrazioni, rigenerazione urbana, diritto alla casa e una nuova idea dell’abitare. Un progetto da costruire insieme ad associazioni, movimenti, realtà dell’informazione e soggetti attivi nei territori. Il punto di partenza è la tavola rotonda “Clima, migrazioni, conflitti”, presieduta e moderata da Ermira Behri – Segretaria regionale Fillea Roma e Lazio – e organizzata nell’ambito del festival. Non una semplice occasione di confronto, ma il primo passo verso una piattaforma comune, capace di mettere in relazione competenze, esperienze e strumenti d’intervento.

Al tavolo, hanno partecipato A Sud, Mediterranea Saving Humans, Baobab Experience, Rete degli Studenti Medi, Scomodo e Cgil Roma e Lazio. Esperienze differenti, accomunate dalla necessità di tenere insieme accoglienza, diritti del lavoro, crisi climatica, cittadinanza, conflitti e condizione delle nuove generazioni. Baobab Experience ha ricordato che il viaggio delle persone migranti non termina con l’arrivo a Lampedusa: prosegue lungo le frontiere interne europee e, in Italia, nell’accesso al lavoro, alla casa e ai servizi. Il protocollo con Fillea per lo sportello lavoro e il raccordo con i presìdi sindacali rappresentano già una pratica concreta. Ma un pasto caldo, un posto letto, l’assistenza legale e sindacale, la scuola di italiano, la residenza, il medico di base e l’apertura di un conto corrente sono parti dello stesso percorso di autonomia.

Il confronto ha evidenziato le distorsioni del decreto flussi, il ricatto che lega il permesso di soggiorno al lavoro e i rischi delle nuove procedure che, dal prossimo autunno, trasferiranno sui patronati un carico che il sistema non è ancora pronto a sostenere. In questo quadro si inseriscono l’accordo per favorire l’inserimento lavorativo di chi denuncia il caporalato e il progetto della Casa degli edili, pensata come luogo di ascolto, tutela e orientamento per le persone migranti.

A Sud e Rete degli Studenti Medi hanno riportato al centro la crisi climatica come moltiplicatore delle disuguaglianze: nel lavoro, nelle abitazioni, nelle scuole, nelle migrazioni forzate e nel divario tra territori. Mediterranea Saving Humans ha richiamato le responsabilità umanitarie lungo le rotte migratorie e nei luoghi attraversati dalle guerre, mentre Scomodo ha sottolineato il ruolo dell’informazione e della cultura nel restituire umanità alle persone e contrastare le narrazioni dominanti. «Questo primo confronto ci ha restituito la necessità di continuare a interfacciarci e di trasformare le diverse esperienze in una capacità comune di intervento», è il percorso indicato da Ermira Behri. L’obiettivo per l’autunno è superare la frammentazione, unire mutualismo, rappresentanza e iniziativa politica e costruire una rete stabile: non soltanto per affrontare le emergenze, ma per programmare risposte, interventi e futuro nei territori.

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