Operaicidio: non sono incidenti, è un massacro. Il 7 febbraio il Lazio scende in piazza contro le morti sul lavoro

La Fillea Cgil di Roma e Lazio aderisce alla manifestazione del 7 febbraio a Colleferro contro le morti sul lavoro. «Non sono incidenti, è un massacro», denuncia il segretario Diego Piccoli. Nel 2025 nel Lazio si contano 44.385 infortuni (+7,2%) e 89 morti. Crescono soprattutto gli incidenti tra gli over 65. La Cgil accusa Regione e Governo: la sicurezza viene usata per reprimere il dissenso, non per proteggere davvero lavoratrici e lavoratori nei cantieri e nei luoghi di lavoro.

Guidonia, operaio muore durante la manutenzione: sciopero di otto ore alla Buzzi Unicem

Un operaio di 57 anni, dipendente di una ditta in appalto, è morto ieri nello stabilimento Buzzi Unicem di Guidonia durante lavori di manutenzione ai silos. Questa mattina Fillea Cgil e Feneal Uil hanno proclamato uno sciopero di otto ore. «Non è una fatalità», afferma Diego Piccoli (Fillea Cgil), che chiede controlli, prevenzione e pieno rispetto delle norme di sicurezza, soprattutto negli appalti.

L’intervista: Mariateresa Fragomeni

Dal Governo nazionale noi amministratori vorremmo arrivassero meno slogan ad alto impatto mediatico e più risorse. Servono veri investimenti nella prevenzione dei fenomeni criminali, favorendo meccanismi di inclusione, anche coinvolgendo il tessuto associativo delle realtà locali, e non limitarsi ad assecondare la tendenza a escludere e ghettizzare chi vive situazioni di disagio perché è in quegli ambiti che proliferano i fenomeni di microcriminalità e le mafie pescano per reclutare la loro manovalanza

Colpi contro la democrazia: Primavalle non è un episodio isolato

Cinque colpi di Proiettile a Primavalle sono un chiaro simbolo dei tempi. Quando si tollera l’apologia, quando si minimizzano simboli e gesti che la Costituzione ripudia, si manda un messaggio pericoloso: che tutto è opinabile, che la memoria è negoziabile, che la violenza può tornare a essere un’opzione.

L’anno che verrà: cronaca di un mondo messo in sicurezza

A fine anno, come da tradizione, la politica tira le somme. E come da tradizione, le tira sempre dalla parte sbagliata. Il 2025 si chiude così, tra proclami securitari, guerre normalizzate e un’umanità trattata come variabile fastidiosa. Il tutto condito da dichiarazioni ufficiali che, lette una dopo l’altra, sembrano scritte da un autore satirico promosso alla regia di una puntata di Black Mirror. Peccato che siano vere.

Un anno di (in)sicurezza: numeri e focus su Roma e Lazio

Più cantieri “straordinari” e diffusi grazie al Giubileo, e maggiori strumenti di tracciabilità come il badge di cantiere. Il 2025 si conclude con numeri non incoraggianti rispetto agli infortuni sul lavoro. In prospettiva badge di cantiere e una filiera che prova a integrare dati, regolarità contributiva e welfare contrattuale.