Nuovo accordo edilizia. Il valore della Bilateralità e della contrattazione

Intervista a Paola Senesi, Segretaria Fillea Cgil Nazionale.

La Redazione

Segretaria Senesi, l’accordo tra sindacati e associazioni datoriali prevede l’utilizzo di risorse del Fondo Nazionale Prepensionamento per una serie di prestazioni straordinarie destinate agli operai edili. Quali sono, secondo lei, gli elementi più innovativi di questo piano straordinario di sostegno per lavoratori e famiglie?”

L’accordo per le prestazioni straordinarie nasce dalla volontà delle organizzazioni sindacali di dare risposte ad esigenze concrete dei lavoratori: diritto allo studio, sostegno a situazioni di fragilità e contributo una tantum per il diritto all’abitare. Il sistema bilaterale è sempre stato protagonista di vero cambiamento e innovazione per i lavoratori edili, è lo strumento che le Parti sociali hanno costruito per affrontare problemi storici dell’edilizia: frammentarietà del lavoro, subappalti incontrollati, irregolarità, dumping contrattuale. Per questo va tutelato, gestito con trasparenza e valorizzato, rispondendo ai bisogni dei lavoratori e delle imprese sane e contrastando gli attacchi che negli ultimi mesi ne hanno messo in discussione il valore.

Una parte consistente delle risorse è destinata al sostegno allo studio dei figli di operai deceduti in seguito a infortunio sul lavoro, ma sono previste anche misure per gravi patologie e sostegno abitativo. Può spiegarci come funzioneranno concretamente queste prestazioni e quali criteri sono stati stabiliti per accedervi?

Come detto abbiamo provato ad individuare  bisogni e risposte, a cominciare dal diritto allo studio per i figli degli operai deceduti in seguito ad infortunio avvenuto a far data dal 1 gennaio 2021. Il contributo annuo sarà di 10.000 euro per la frequenza della scuola secondaria e di 12.000 euro per la frequenza di corsi universitari, dietro presentazione di documentazione specifica; Come detto abbiamo provato ad individuare  bisogni e risposte, a cominciare dal diritto allo studio per i figli degli operai deceduti in seguito ad infortunio avvenuto a far data dal 1 gennaio 2021. Il contributo annuo sarà di 10.000 euro per la frequenza della scuola secondaria e di 12.000 euro per la frequenza di corsi universitari, dietro presentazione di documentazione specifica; in caso di gravi patologie sanitarie il lavoratore, prima della scadenza del periodo di comporto potrà richiedere una aspettativa non retribuita di massimo sei mesi e la Cassa Edile garantirà per il periodo richiesto un importo mensile pari al massimale Naspi previsto e, qualora il lavoratore lo richiedesse, il riscatto contributivo del periodo di aspettativa. Un ulteriore strumento per supportare il lavoratore in un momento di estrema fragilità. Infine un sostegno una tantum per affitto/rata di mutuo.

“Qual è lo scenario del settore nei prossimi anni?”

L’edilizia per natura è un settore ciclico. In questi ultimi anni le costruzioni hanno vissuto momenti di grande espansione, con il raggiungimento di quasi 11 miliardi di massa salari, obiettivo mai raggiunto grazie ai bonus ed al PNRR che ha consentito una crescita delle imprese e dei livelli occupazionali che hanno dato un segnale positivo, non solo al sistema, ma a tutto il Paese. Con la fine del PNRR prevista per il 2026, il comparto entrerà in una fase di incertezza, soprattutto perché il Paese non dispone di una chiara politica industriale. Eppure proprio le costruzioni potrebbero diventare il motore della crescita economica italiana. Secondo una ricerca di Fillea e Cresme, le costruzioni e la filiera della casa generano il 32% del valore aggiunto nazionale: un terzo dell’economia dipende da ciò che accade in questo settore. Nonostante questi numeri, è difficile fare previsioni senza scelte politiche chiare. Temi come l’emergenza abitativa, la Direttiva green, la manutenzione delle reti infrastrutturali e il Fondo Sociale Europeo per il clima potrebbero garantire continuità al settore anche dopo il PNRR, favorendo nuove professionalità, nuove competenze e un’edilizia più sostenibile.

“In relazione alla bilateralità del settore edile, quali sono le sfide e le opportunità che la Fillea CGIL vede per il futuro nel rafforzamento di prestazioni integrative come quelle previste dall’accordo?”

Dopo i rinnovi contrattuali del 2025 ed i relativi aumenti retributivi, l’inserimento di ulteriori strumenti di trasparenza e regolarità per le imprese (Denuncia Unica Edile e Trasferta) e con l’accordo delle prestazioni straordinarie abbiamo solo continuato a fare il nostro lavoro: la contrattazione. In questi mesi stiamo continuando in quella direzione: è iniziata la stagione dei rinnovi dei contratti integrativi territoriali per migliorare le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori che rappresentiamo: le prestazioni straordinarie potranno essere declinate anche sui territori, pensiamo anche ai lavoratori migranti che rappresentano il 38% della forza lavoro totale, ai giovani che entrano nel settore, senza dimenticare la grande intuizione del Fondo Prepensionamento che abbiamo strutturato per consentire ai lavoratori una uscita dal settore che non li veda ancora nei cantieri e sulle impalcature ad età avanzata, come ci raccontano le cronache ogni giorno. 

Ci troviamo di fronte ad un momento di transizione che dovremo certamente affrontare con senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori provando sempre di più a sostenere retribuzioni e condizioni di lavoro di qualità ed in sicurezza.

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